24/04/2019 11:33
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Agricola L'evergreen
mario tenti
Dopo l'ennesima partita non riesco a fare a meno di scrivere queste righe.
Premetto che sto parlando del gioco base, privo di qualunque espansione(prima ed. italiana con le carte corrette a mano da me).
L'alto numero di partite, giocate con tutte le possibili combinazioni di giocatori e la lettura sui vari forum di recensioni e commenti mi fa ritenere di potermi esprimere con cognizione sufficente.
Tralascio lodi e critiche sulla realizzazione/dotazione materiale del gioco per iniziare subito a considerare pregi e difetti delle meccaniche.
"Un solitario multigiocatore".
Quella sulla scarsa interattività è stata forse la critica più comune già in sede di recensione.
Una critica che non mi sembra affatto condivisibile e forse dettata dallo scarso numero di partite giocate dagli scriventi.
Il gioco scala perfettamente in base al numero dei giocatori(a parte il 5° inserito a solo scopo di marketing e non voluto dall'autore), presentando scelte e costrizioni strategiche molto diverse.
Si comincia dal solitario in cui la pianificazione e l'ottimizzazione sembrano non avere fine, per ritrovarsi nella partita a due allo scontro diretto, nella partita a tre è sconvolgentemente evidente la necessità di cambiare strategia quasi ad ogni mossa, per arrivare alla partita a quattro dove l'unica considerazione valida è "di
quale azione non posso assolutamente fare a meno adesso ?".
Un altra critica molto comune era"La fortuna con le carte condiziona troppo le partite".
Quasi subito e quasi sempre abbiamo adottato la tecnica delle dieci carte con scarto e draft, in sostituzione della distribuzione casuale dei mazzi occupazione-piccolo miglioramento con un indiscutibile azzeramento del fattore alea.
Devo ammettere che una buona combinazione di carte che interagiscono tra loro è in grado di generare dei bonus consistenti ma a parte il fatto che con la tecnica di cui sopra, significa solo che hai scelto bene o male, l'effetto di questi bonus rischia di essere adirittura negativo.
In questo stesso forum, un vecchio volpone presbite ma non miope, aveva da subito suggerito che non serviva scegliersi le carte in base alla propria strategia ma al contrario serviva una strategia adatta alle carte possedute, concetto secondo me validissimo.
Io oggi aggiungerei che bisogna stare molto attenti a non rimanere invischiati nelle proprie strategie e carte, va infatti soppesato attentamente, il vantaggio ottenuto con il numero di azioni(mai sufficenti) necessarie a conseguirlo, cosa che spesso
presi dalla foga sfugge.
Per chiudere il discorso carte devo evidenziare che la partita si vince anche giocandone pochissime e che è raro riuscire a giocarne più della metà di quelle possedute.
Altra critica comune era quella della "difficoltà eccessiva per i casual gamer", sarò monotono ma anche questa critica, anzi forse più delle altre mi sembra sbagliata, dato che la versione per famiglie(giocabilissima) offre una curva di apprendimento tutt'altro che ripida, semmai dei giocatori casuali che giochino saltuariamente tra loro partite con lo stesso numero di giocatori potrebbero alla
fine trovare il gioco noioso.
Sicuramente non perche lo trovassimo noioso ma per dare il giusto spazio anche ad altri giochi, dopo un intero inverno passato "sul campo", la scatola era finita nello scaffale della polvere, nella convinzione che ormai il gioco non potesse classificarsi oltre la posizione di ruotino di scorta.
Altro che ruotino.
Uno dei pregi migliori di agricola è che a meno di avere al tavolo dei "pensatori estatici" anche in quattro giocatori la partita si termina comodamente in una serata, se poi i giocatori sono tre ed esperti, nel limite della serata le partite sono due, anche per soddisfare quel senso di incompiuto che ti ha lasciato la prima.
Quello che pero fa di agricola un evergreen, il pregio maggiore di questo gioco è "l'assenza di una strategia vincente".
Affermazione che può essere fraintesa e che quindi vado subito ad illustrare, tra giocatori "incalliti" la ricerca, volta a padroneggiare le meccaniche di un gioco è il vero divertimento, capitano spesso leggendo forum o anche rimanendo al tavolo, magari mentre si riordina a fine partita, discussioni interminabili su quale sia la
mossa giusta o il momento topico o l'azione da effettuare assolutamente entro; mi concedo una divagazione dicendo che a mio personale gusto questo è lo zucchero del nostro hobby, quando la competizione lascia il posto alla condivisione del piacere per la partita
appena giocata.
Rientrando in argomento, alcune linee guida del gioco in oggetto sono facilmente individuabili, è ovvio che con un maggior numero di familiari si hanno più azioni, altrettanto ovvio che è meglio seminare il prima possibile e cosi via per animali e miglioramenti vari, a questo punto ogni giocatore si forma la sua strategia ideale che tenderà per quanto gli riesce a perfezionare e perpetuare nel tempo.
Quello che non è affatto ovvio è, dopo avere giocato decine e decine di partite, trovarsi alla fine di una partita che non ci ha consentito di raggiungere neanche in minima parte, gli obbiettivi che ci eravamo prefissi, prendendo tutta un altra piega e lasciandoci quindi profondamente insoddisfatti, con un punteggio superiore alla
media e una vittoria schiacciante ottenuta in modo inaspettato.
L'occasione di cui sopra, non significa che la mia strategia abituale sia pessima, ne che non si possa vincere una partita con la più profonda soddisfazione per il proprio operato, semplicemente mi sembra illustri alla perfezione, il bilanciamento perfetto e la miriade di possibili strade percorribili, offerte da questo gioco che(mea culpa) avevo decisamente sottovalutato.
In sintesi: Gioco dai tempi contenuti, longevità pressoche infinita,
complessità e profondità determinate solo dalle nostre vanghe. Un MUST.
Sono graditi commenti e critiche.

Mario
 
Palmiro Matteini
Ottimo Mario.
Tra i titoli che ho giocato, dopo i ferroviari, Agricola è uno dei migliori, anche meglio degli Animali, per il semplice fatto che ti lascia sempre con l'amaro in bocca per non aver potuto fare neanche la metà di quello che volevi fare.
Grande gioco, meriterebbe di essere presente con un torneo a San Marino Con.
 
Giancarlo Ceccoli
Ottimo, davvero.
Se sei daccordo, possiamo "addobbarlo" con una scheda e piazzarlo a Marzo fra gli articoli "Prova sul campo".
Fianalmente ci sarà una recensione diversa dalle mie.................Grin
 
www.asgs.sm/viewpage.php?page_id=9
Andrea Wong
Concordo abbastanza con quello che dici...tranne per una cosa...NON e' affatto difficile (neanche nella versione normale...NON per famiglie) per chi non ci ha mai giocato...per giocatori saltuari...l'ho introdotto in ambienti Padovani (che non lo cnoscevano) e in un paio d'ore abbiamo risolto una partita...ovviamente la disparita' che ci si trova ad avere in una prima partita rispetto a chi ci ha gia' giocato e' ovvia...ma e' un gioco che pur nella sua complessita (dettata dalla componente strategica a brevissimo e lungo termine) ha decisamente una quantita' di regole molto esigua e quindi di facile comprensione.
Smile
sarebbe bello cmq vederlo alla SMC... Pollice su
 
Marcello Maimone
Io non riuscirò mai a fare "l'ennesima" partita ad un gioco...

L'unico titolo "moderno" cui ho fatto più di 10 partite è Puerto Rico...

Per molti di voi sembra piacevole addentrarsi in un gioco, giocarlo fino all'esaurimento..

Io preferisco scoprire sempre tante novità e giocare i titoli con quello spirito "avventuroso" delle prime partite, nelle quali piano piano ti gusti le meccaniche e scopri com'è il gioco, e la tua vittoria giunge dall'intuizione, la perspicacia e la prontezza...invece molti di voi sembra giochino al "piccolo ragioniere"...Pfft

Ovviamente rigiocherei volentieri Agricola, ma ho già altri 10 giochi nuovi da provare!! Grin

In definitiva....Posso giocarli tutti, ma non sono esperto di nessuno..ma quando vi sedete con me ad un tavolo, sappiate che potrò SEMPRE VINCERE! Grin

Come a scuola...ero più felice di un 6 preso senza studiare, che di un 8 preso studiando...se studi e prendi 8 non hai fatto niente di eccezionale..se invece arrivi allo stesso livello di altri che hanno studiato, semplicemente con le tue doti, allora la cosa diventa divertente Grin
Cavaliere del Lavoro, Maimone Borgia Ragionier Marcello
 
Giancarlo Ceccoli
Marcello Maimone ha scritto:
Io non riuscirò mai a fare "l'ennesima" partita ad un gioco...

L'unico titolo "moderno" cui ho fatto più di 10 partite è Puerto Rico...

Per molti di voi sembra piacevole addentrarsi in un gioco, giocarlo fino all'esaurimento..

Io preferisco scoprire sempre tante novità e giocare i titoli con quello spirito "avventuroso" delle prime partite, nelle quali piano piano ti gusti le meccaniche e scopri com'è il gioco, e la tua vittoria giunge dall'intuizione, la perspicacia e la prontezza...invece molti di voi sembra giochino al "piccolo ragioniere"...Pfft

Grin


Devo dire che in parte, solo in parte, mi trovo daccordo con Marcello.
In parte, dicevo, perchè a me piace aggiungere e affiancare al gioco piazzato sul mio tavolo la conoscenza storica del periodo/battaglia/situazione simulata. Dato che mi piace spaziare su vari periodi, mi piace spesso acquistare (purtroppo......) e giocare titoli nuovi.

Rimane fuori discussione che giochi/simulazioni complesse possono essere gustate e utilizzate al max solo se conosci bene le regole, le interazioni, la strategia/tattica; = devi giocarli varie volte.

Insomma..................questione di gusti.
 
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Andrea Wong
sulla parte dello studio non sono d'accordo... =P
Modificato da Andrea Wong il 02/02/2011 02:04:40
 
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